Carlo Bernardini, Dimensioni Invisibili


Carlo Bernardini, Dimensioni Invisibili
Carlo Bernardini, Dimensioni Invisibili

CARLO BERNARDINI: “DIMENSIONI INVISIBILI” DI LUCE QUASI IN VOLO

 

All’aeroporto di Milano Malpensa, dal 18 maggio al 18 ottobre 2016, SEA presenta Dimensioni Invisibili, l’opera di Carlo Bernardini, artista che, dagli anni novanta, conduce una ricerca sperimentale basata sull’elemento spazio-luce, realizzando installazioni in fibre ottiche e sculture. L’artista ha creato per La Porta di Milano, un ambiente dove far risaltare l’alternanza di luce e ombre, un’opera composta da fili di fibre ottiche che disegnano tre figure geometriche luminose, le quali sembrano muoversi e modificare i propri contorni e le proprie forme, dando l’impressione di trovarsi davanti a installazioni sempre diverse, conducendo il visitatore all’interno di uno spazio interstellare.

‘Architetto’ della luce, Bernardini basa la sua ricerca visiva sul concetto di trasformazione percettiva in cui la luce crea nello spazio un disegno, che cambia secondo i punti di vista e gli spostamenti dello spettatore che si ritrova a vivere e a transitare all’interno dell’opera. Le Dimensioni Invisibili, nella fisica sperimentale sono ipotizzate oltre le tre dimensioni tangibili, ossia non sono percepibili per l’occhio umano e vengono quindi considerate dimensioni inosservabili; l’opera di Bernardini può essere un tentativo di vedere proprio questo, ovvero la proiezione dello spazio oltre la dimensione finita.

“Viviamo in un’epoca di progressiva e veloce smaterializzazione di tutto ciò che ci circonda – spiega il curatore e critico d’arte Marco Meneguzzo – e contemporaneamente assistiamo alla crescita di spazi virtuali, che diventano persino domestici, frequentabili e non soltanto visibili. Carlo Bernardini lo sa da molto tempo, e il suo intento è di usare l’elemento tradizionalmente più immateriale, la luce, per costruire, anzi per ‘mostrare’ spazi che senza di essa non solo non sarebbero visibili, ma neppure esisterebbero”.

“La forma dello spazio ridisegnata dalla fibra ottica – ricorda Carlo Bernardini – può intuitivamente avvicinarci a una lettura del vuoto attraverso le nuove coordinate visive dettate da strutture di luce che plasmano l’ambiente, lasciandoci intuire proprio quelle che possono essere le dimensioni ‘extra’ che sfuggono alla nostra percezione”.

Un approfondimento sul linguaggio artistico e il lavoro di Carlo Bernardini è stato dedicato su LUCE nel numero 309–2014, p.101/106, a cura della storica dell’arte Jacqueline Ceresoli, dal titolo Spazi di luce, di cui  riportiamo un breve e interessante passaggio: “Dov’è l’opera? Sulla parete, tra uno spazio vuoto e uno pieno? Sul pavimento? Oppure è semplicemente un punto di fuga tra una sospensione e un finito che va oltre le prevedibili costruzioni geometriche per ‘scolpire’ nel buio volumi di proiezioni dell’inatteso? In realtà ciò che viene rilevato non è tanto l’essenza dello spazio, quanto il  riconoscimento che la luce soggetta a trasformazioni tecnologiche costruisce architetture illusorie, in gran parte definite attraverso relazioni con altre arti, tecniche e linguaggi; Bernardini ridisegna il campo estetico attorno alle possibilità di costruire architetture della visione, agendo sull’impatto ottico–percettivo, monumentalità ed effetto scenografico, superando non solo lo spazio illusionistico nella costruzione immaginifica, ma anche nel presupposto di far luce su geometrie di qualche indefinibile “altrove”.

Luciano Carbone, Chief Corporate Officer di SEA, spiega che l’opera di Bernardini è un’installazione voluta e realizzata per le esposizioni artistiche che valorizzano l’aeroporto di Milano Malpensa:    “Abbiamo constatato che i nostri passeggeri apprezzano l’arte e la cultura nell’esperienza del viaggio, ed è per questo motivo che stiamo valutando di estendere le esposizioni anche in altre zone del Terminal 1 e del Terminal 2, collaborando attivamente coi principali musei di Milano e della Lombardia”.  Come bene è stato già fatto con le mostre dedicate a grandi maestri dell’arte italiana dai nomi Fausto Melotti, Marino Marini, Gio Ponti, Giuseppe Pellizza da Volpedo.

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Carlo Bernardini, Dimensioni Invisibili

 

CARLO BERNARDINI. DIMENSIONI INVISIBILI

Aeroporto di Milano Malpensa, Porta di Milano (Terminal 1)
18 maggio – 18 ottobre 2016
Orari: dalle 8.00 alle 22.00. Ingresso libero

 

 

Carlo Bernardini

(Viterbo,1966) vive a Milano dove insegna Installazioni Multimediali presso l’Accademia di Brera. Lavora con la fibra ottica dalla seconda metà degli anni ’90. Vince per ben 3 volte il premio Overseas Grantee della Pollock Krasner Foundation di New York. Tra le mostre internazionali di maggiore rilievo in Brasile al museo Paço Imperial di Rio de Janeiro e l’installazione Event Horizon allo Swing Space di New York. Nel 2008 presenta a Valencia una grande installazione ambientale in dialogo col capolavoro architettonico di Santiago Calatrava, la Ciudad de las Artes y las Ciencias. Nel 2010 crea installazioni urbane in diverse capitali europee tra cui Amsterdam (NIMk -Netherlands Media Art Institute), l’Aja (Todaysart), Berlino (Artlight Domaquarèe). Partecipa a Luci d’Artista a Torino con l’opera Cristallizzazione Sospesa;  presenta il progetto La Rivincita dell’Angolo al MACRO di Roma. A Metz nell’ambito della Nuit Blanche 06 crea la bellissima installazione Submerged Breath presso la Square du Luxembourg nelle acque del fiume che attraversa la città la Moselle Canalisée. Nel 2014 realizza per la città di Prato, la grande installazione permanente Il Passo della Luce in collaborazione con il Museo Pecci; espone il progetto Invisible Dimensions per la 4th edizione della Bienal del Fin del Mundo a Mar del Plata, negli Emirati arabi alla 17th edizione dell’Islamic art festival di Shariah, presso lo Sharjah Art Museum e nel 2015 alla Bienal de Curitiba al Museu Oscar Niemeyer.

 

 

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