Illuminare le città: l’esempio dei grandi


Nuove tecnologie e ingegneria finanziaria nella pubblica illuminazione: Milano, Brescia, Torino e Firenze a confronto. Più efficienza e qualità nel futuro dei centri urbani. Il convegno di AIDI a Milano con lighting designer, multiutiliy e aziende

di Pietro Mezzi

 

Una giornata intera a discutere il rapporto che intercorre tra le città e l’illuminazione pubblica. Merito di AIDI, l’Associazione Italiana di Illuminazione, che per celebrare l’Anno internazionale della luce ha organizzato un’intensa seduta di lavori con lighting designer, multiutiliy e aziende del settore. Sede dell’evento, Palazzo Reale di Milano, tirato a lucido nell’anno di Expo. A presiedere i lavori del convegno Margherita Suss, architetto, lighting designer e neo presidente di AIDI. Due i momenti della giornata milanese: il primo dedicato alla presentazione dei progetti realizzati da alcune utility italiane – Milano, Torino e Firenze in particolare – alle prese con il rinnovo dell’illuminazione pubblica, il secondo al confronto tra progettisti e aziende del settore sempre più interessate alla rivoluzione Led. Ed è stata propria la tecnologia del light emitting diode e la sua pervasività a farla da padrone nel dibattito – culturale, tecnico ed economico – che si è sviluppato nella seconda parte della giornata milanese.

Milano, Brescia, Torino e Firenze a confronto 
A gettare il sasso nello stagno ci ha pensato il direttore generale del comune di Milano, Giuseppe Tomarchio, il quale ha invitato le utility e i comuni presenti a gettare il cuore oltre l’ostacolo e, soprattutto, a imitare quanto fatto dal comune milanese nell’ultimo anno e mezzo in materia di rinnovo degli impianti di illuminazione pubblica.

 

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