LUCE SU GIOVANNI BELLINI


Giovanni Bellini

UN PROGETTO D’ARTE E SPIRITUALITÀ 

Il progetto culturale “Luce su Giovanni Bellini”, nato per celebrare la memoria di questo straordinario pittore la cui produzione artistica è conservata nei musei e in altre splendide realtà del territorio Veneto, vede unite per la prima volta un ampio numero di istituzioni veneziane e regionali assieme a quelle private. Si tratta di un innovativo progetto finanziato da soggetti privati che consentirà l’illuminazione permanente delle Pale d’altare realizzate da Bellini e conservate in sette chiese veneziane.
Il progetto “Luce su Giovanni Bellini” coinvolgerà ogni chiesa, museo, collezione del Veneto che possa vantare nel proprio patrimonio almeno un’opera del Bellini per metterle in luce anche attraverso la costruzione di itinerari ad hoc. Primo importante appuntamento di questa “rassegna” il chiostro di una delle più belle chiese rinascimentali di Venezia, la Chiesa di San Francesco alla Vigna. Costruita per i francescani da Jacopo Sansovino nel 1534, completata nel 1554, dieci anni dopo (1564) fu affidata ad Andrea Palladio la costruzione della grandiosa facciata. È in un luogo “remoto” situato in Campo San Francesco, nel sestiere di Castello, forse tra i meno turistici, ma tra i più belli e affascinanti del centro storico di Venezia.

Proprio in questa chiesa, lo scorso 28 ottobre, nell’ambito delle celebrazioni promosse da Polo Museale del Veneto e Regione del Veneto, in collaborazione con l’Ufficio beni culturali della Diocesi Patriarcato, e Fondaco, si è celebrata una nuova importante tappa: l’illuminazione a Led dell’opera La Vergine con il Bambino fra i Santi Giovanni Battista, Francesco, Girolamo, Sebastiano e il committente Giacomo Dolfin (olio su tavola, 90 x145 cm).
Compito importante del Polo Museale Veneto, ha spiegato il direttore Daniele Ferrara, “dire e spiegare al pubblico e in particolare ai residenti di andare a vedere il Bellini nei musei ma anche nel territorio”. Con questa iniziativa, infatti, la Sovrintendenza sottolinea l’importanza di sollecitare l’attenzione verso un patrimonio d’arte inestimabile, ma non del tutto conosciuto al grande pubblico.
Il nuovo sistema d’illuminazione vede la collaborazione dell’azienda fiorentina Targetti.
Nicola Bertini, Vice President Sales, ha dichiarato: “Il programma culturale “Luce su Bellini nasce per celebrare uno dei più grandi pittori della storia dell’arte italiana. Orgogliosi di far parte di questo progetto, consideriamo la luce un importante mezzo espressivo in grado di contribuire a valorizzare l’arte, e abbiamo perciò il dovere di usarla con grande attenzione e consapevolezza”.

[cml_media_alt id='3335']Giovanni Bellini[/cml_media_alt]

Don Gianmatteo Caputo, delegato Patriarcale per i Beni culturali, nel suo intervento ha detto che: “Il progetto ha richiesto molta cura e si è sviluppato in diversi fasi e soluzioni, con l’obiettivo di mettere nel giusto rilievo il profilo del dipinto, tenendo conto della sua collocazione in un luogo di culto, posto in una cappella che non riceve molta luce perché circondata dal complesso del convento”. Ha sottolinearo il significato della luce come valore artistico e spirituale e come in quest’opera la luce serva a mettere in rilievo la sua completa dimensione, rendendo riconoscibili e luminosi il paesaggio, lo sfondo… le colline di Asolo, e l’alba lieve, che s’intravede e che è sempre presente nelle opere del Bellini. Luce che mette ora in rilievo anche l’autentico poetico incarnato del Bambino. 
L’ultimo intervento in conferenza stampa ha avuto un’impronta più tecnica: Targetti ha spiegato come, a partire dalla volontà di tutti (condivisa e frutto della stretta collaborazione con studiosi ed esperti dell’artista) l’intento è stato quella di illuminare l’opera ritrovandone il giusto equilibrio visivo – dando cioè risalto alla figura centrale della Vergine con Bambino, senza però nulla togliere – in termini di forza espressiva – alle figure dei Santi e del Donatore. Per questo, sono stati scelti apparecchi con ottiche e cromaticità differenti: per valorizzare il dipinto in modo uniforme e al contempo lasciare inalterata la profondità prospettica cercata e realizzata da Giovanni Bellini.
I proiettori utilizzati, LEDO’, fanno parte della collezione “Light of Florence”, creata appositamente per applicazioni in progetti volti alla conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico.
Previsti in Luce su Giovanni Bellini” anche incontri di approfondimento, visite guidate, concerti, e altre iniziative che accompagneranno il Centenario Belliniano.

Precedente Onorificenza italiana a François Pinault
Prossimo Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco