JON MORRIS. COSTRUIRE IL SUBLIME


Jon Morris

 

The Windmill Factory è qualcosa di ben più complesso di un lighting design studio. Come è nata l’idea?
Mi sono formato come attore sia allo US theatre program per il teatro tradizionale, sia alla Watson Fellowship, con il famoso clown Philippe Gualtier, per le tradizionali danze di Bali e India. Con questa formazione ho sempre cercato di inventare delle performance dinamiche sia come attore sia come creatore. Durante uno dei miei spettacoli ho guardato verso il pubblico e ho notato che era composto sempre dallo stesso tipo di persone, dalla stessa demografia, dallo stesso pubblico TV dipendente del teatro sperimentale e ho pensato: “Voglio lavorare per tutti, ovunque e non solo per i fissati del teatro”. Questo desiderio mi ha spinto a conoscere diversi straordinari artisti, designers, architetti e ingegneri, con cui fare assieme un lavoro stimolante, che si rivolge ad un pubblico più vasto, in luoghi pubblici, gran parte dei quali necessita di un’illuminazione dinamica.

I vostri clienti sono visionari, artisti, band e altro ancora. Un particolare settore del lighting design per clienti specifici, che tipo di relazione avete costruito con loro?
Noi cerchiamo di essere collaborativi in ogni tipologia di progetto, qualunque sia il personaggio, artista o cliente. Il nostro lavoro migliora quando ci ascoltiamo l’un l’altro. Non sempre siamo d’accordo su tutto, ma molto spesso molteplici inputs possono portare a migliori output. Per noi, tutti i progetti sono personali, il nostro lavoro è la nostra passione. Credo che questo faccia diventare il nostro lavoro migliore. Facciamo spesso molta strada in più per rendere il nostro lavoro straordinario, come quando si fa molta strada solo per incontrare un amico o un familiare. Semplificando, noi vorremmo sempre lavorare con persone con cui ci piacerebbe cenare prima, durante e dopo ogni progetto.

Avete creato sia spazi indoor che outdoor, immersivi e effimeri. Qual è il punto di partenza di un progetto? Lo spazio, il soggetto o cos’altro?
Dipende tutto dal progetto, abbiamo due diversi canali di lavoro la TWF Native e la TWF Creative Solutions. I lavori della TWF Native sono concepiti e sviluppati internamente e regalati al mondo, come Reflecting the Stars, The Wedge, Machine is an Island, Pixel Forest. I progetti seguiti dalla TWF Creative Solutions cercano di risolvere particolari necessità di visionari, band, aziende o agenzie: NIN, Leisure Cruise, Pixel Cloud/Mountain, Music Videos.

 

Leggi l’intervista completa su LUCE digitale

 

Precedente Atelier à parfums
Prossimo Alta moda a Berlino e Beverly Hills