Eero Koivisto. Ogni volta una luce diversa


Eero Koivisto
Claesson Koivisto Rune (photo© Knut Koivisto)

Claesson Koivisto Rune è uno studio d’architettura svedese, fondato a Stoccolma nel 1995, da Mårten Claesson, Eero Koivisto e Ola Rune. Negli anni si è trasformato in uno studio multidisciplinare, riconosciuto a livello internazionale. I progetti realizzati comprendono edifici, alberghi, residenze, negozi, uffici e nel design come cucine, tableware, mobili e tessuti, rivestimenti, luci, elettronica, cibo e un premio per la TV svedese. È stato il primo studio svedese a essere inserito nella sezione Architettura della Biennale di Venezia nel 2004. Ha ricevuto oltre 60 premi, tra cui Designer of the Year and the Best Seating 2014 da Elle Décor Italia; Designer of the Year 2011 e Furniture of the Year 2012 by Elle Decor (Sweden), Chicago Athenaeum International Architecture Award; German Design Award 2011, Good Design Award USA, IF Product Design Award, Good Design Award Japan; Design S and Red Dot Design Award – Best of the Best 2014. Al lavoro di Claesson Koivisto Rune sono state dedicate dodici monografie.

Nelle vostre architetture, la luce  naturale che artificiale è molto importante. A volte sono mixate, come per lo Sfera Building o nei progetti residenziali.  Ce li vuole raccontare?
L’illuminazione naturale è sempre la migliore e offre anche la miglior qualità di luce. A volte non è possibile usare la luce naturale, per esempio durante la notte, ed è necessario impiegare quella artificiale. Non amiamo mixarle in un progetto, ma seguirla durante lo scorrere delle ore del giorno. Quando abbiamo progettato lo Sfera Building (2003 Kyoto, Giappone) l’idea era di combinare il giardino giapponese, dove tutto è controllato, con la luce filtrata dei tradizionali paraventi in bamboo. Abbiamo fatto riferimento anche alle molte immagini, scattate durante i sopraluoghi e relative alla luce che filtrava attraverso gli alberi e le loro foglie. Questo è un effetto luministico che la gente ha trovato molto riposante. Dall’idea originale alla sua corretta realizzazione, sono stati necessari ben sette mesi di lavoro e molti tentativi falliti durante il percorso. Ma la nostra soluzione finale, una facciata in titanio traforata a pixel seguendo un pattern realizzato a computer, funziona molto bene, inoltre ci ha fatto molto piacere sapere che questo progetto è stato selezionato per due padiglioni (Nordico e Internazionale) alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2004. È stata la prima facciata realizzata usando questa particolare soluzione, in seguito è stata più volte copiata.

 

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