NUOVA LUCE A VILLA MEDICI: L’INCONTRO CON MURIEL MAYETTE-HOLTZ


Muriel Mayette-Holtz
350° anniversario dell'Accademia di Francia a Roma, Spectaculaires - Allumeurs d'images (photo © Alberto Blasetti)

Il più grande desiderio della nuova direttrice della prestigiosa Accademia di Francia a Roma è quello di creare delle installazioni di luci nello splendido giardino, la cui pianta del XVI secolo è divisa in sedici quadrati e sei parterre, e dare così vita al Museo della Notte

 

 

Muriel Mayette-Holtz, dopo essere stata per otto anni alla direzione della Comédie-Française a Parigi, è stata nominata a dirigere un’altra importante istituzione. Nella meravigliosa cornice di Villa Medici, la nuova direttrice ci accoglie per raccontarci il suo desiderio di realizzare un museo della Notte. Ma questa sembra non essere la sola novità…
Di fronte a questa donna dallo sguardo sicuro e dal contagioso entusiasmo, nel grande studio dalle cui finestre su Roma si affacciarono Ingres, Vernet, Balthus, Éric de Chassey, Jacques Ibert o più recentemente Richard Peduzzi, iniziamo la conversazione sui suoi progetti, sui suoi sogni e la visione che ha del suo importante compito. Cominciando dalla scelta dei suoi collaboratori.

Cosa l’ha spinta a coinvolgere Yves Coppens, uno dei più grandi specialisti dell’evoluzione umana in Francia, come guida o mentore dei suoi borsisti?
Il processo che stimola la ricerca scientifica è molto vicino al processo creativo della cultura. Gli scientifici sono dei ricercatori attentissimi ai dettagli, così gli artisti. La scelta di coinvolgerlo è dovuta alla convinzione che ad aiutare e stimolare i borsisti dovesse essere qualcuno che potesse avere un dialogo libero con tutti. La sua maniera di essere trasversale e interdisciplinare gli permette di entrare in dialogo con tutte le arti. La sua curiosità usata come stimolo e la sua cultura come incentivo aiutano enormemente la ricerca degli artisti invitati.

Perché avvalersi della collaborazione di Yanne Kersalé, l’uomo che ha scelto la notte come luogo d’elezione del suo sensibile?
Perché è uno specialista, un tecnico, ma soprattutto un artista. È qualcuno che non ha paura di mettersi in gioco, che si confronta con la propria fantasia e che interviene con tatto. È capace di dialogare con gli elementi che lo circondano rispettandone le radici. E quando ci si ritrova in un luogo dal passato importante, come è Villa Medici, bisogna avere il coraggio di gesti assoluti, e lasciarli esprimere da coloro ai quali riconosciamo il valore della loro personalità.

 

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