L’Italia celebra i 90 anni di Arnaldo Pomodoro


Arnaldo Pomodoro
(foto © Francesco Maria Colombo)

A Milano, Palazzo Reale, fino al 5 febbraio

 

Romagnolo di nascita (Morciano di Romagna, 23 giugno 1926), milanese di adozione e internazionale per vocazione, Arnaldo Pomodoro è il protagonista culturale di questo inizio anno nella città più contemporanea e accogliente della nuova Europa.

Ancora fino al 5 febbraio 2017, infatti, la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale sarà il cuore pulsante della grande antologica che, in occasione dei 90 anni di Arnaldo Pomodoro, coinvolge l’intera città con una serie di itinerari artistici, toccando anche altre sedi espositive (Triennale di Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro, Museo Poldi Pezzoli). Un luogo, la Sala delle Cariatidi, in cui fu esposta negli anni Cinquanta per la prima volta in Italia la celebre Guernica di Picasso e in cui Pomodoro comprese la direzione futura della sua vita e della sua arte decidendo di trasferirsi nel capoluogo lombardo.

Un’ importante cornice, quindi, in cui è ora la luce di iGuzzini ad accendere la materia delle opere di Pomodoro.
È un legame forte quello che lega la luce alla percezione visiva. Ed è un legame altrettanto forte quello che si è creato negli anni tra i beni culturali e l’azienda marchigiana, da tempoimpegnata nell’illuminare l’arte e sostenere la cultura con un’intensa attività di ricerca finalizzata ad individuare nuove tecnologie e nuove metodologie al fine di salvaguardare e valorizzare il patrimonio culturale.

Un intervento che qui si concentra, oltre alla parte didascalica relativa alle opere, all’interno della Sala delle Cariatidi e in Piazzetta Reale, illuminando di una luce d’accento una trentina di sculture che ben illustrano i momenti fondamentali del suo percorso artistico, da sempre incentrato sul binomio materia e segno. Proiettori Palco e Cerchio montati su binari limelight – veri e propri strumenti ottici in grado di realizzare particolari effetti luminosi e creare coni di luce di differente ampiezza – illuminano gli interni della magnifica sala, mentre proiettori MaxyWoody installati sulla facciata di Palazzo Reale danno risalto al complesso scultoreo “The Pietrarubbia Group” (1975-2015), per la prima volta visibile nella sua totalità ed esposto nella Piazzetta Reale. Un allestimento complesso, dati i vincoli architettonici degli spazi, la dimensione della sculture e la necessità di integrazione con l’illuminazione generale già presente.L’elevato comfort visivo ottenuto e il totale controllo delle ombre danno nitidezza al racconto delle preziose opere esposte: le forme e le proporzioni emergono con naturalezza, le materie e i colori trovano una loro corretta traduzione.

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“The Pietrarubbia Group” in Piazzetta Reale, Milano (foto © Vaclav Sedy)
Un progetto di luce totalmente al servizio dell’arte, con scenografie luminose capaci di suggerire nuovi percorsi conoscitivi e nuove interpretazioni. Al visitatore non resta che catturare l’essenza, quello slancio creativo che anima quelle opere che per il grande scultore italiano sono “cristalli, o nuclei, oppure occhi o fuochi, per la frontiera e per il viaggio, per la complessità, per l’immaginario”.

Cogliamo l’occasione per suggerire un bellissimo e curatissimo libro a cura di Laura Berra e Bitta Leonetti, Scritti critici per Arnaldo Pomodoro (1955 –2000) (Lupetti Editore). Un modo per approfondire la vita e l’arte di Arnaldo Pomodoro tramite scritti dei maggiori critici italiani – come Federico Zeri o Franco Russoli –, statunitensi ed europei, testi di scrittori come Arbasino e Soldati, una lunga e intensa conversazione con l’amico di sempre Francesco Leonetti,  e una poesia dedicatagli da grande Tonino Guerra, di cui citiamo alcune righe: “Vorrei volare in alto / per vedere se è vero / che i pianeti di Pomodoro / sparsi nel mondo come /se la terra fosse il cielo / da lassù fanno un disegno / che ricorda quello dell’Orsa Maggiore …  E su quelle parole che escono dalle crepe  / che fanno pensare alle scritture su terracotta di una volta / piove la luce del sole / che ti abbaglia”.

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