L’IMMENSA LUCE DI TOSCANINI


Toscanini
Teatro alla Scala (photo © Jean-Christophe Benoist)

Il prossimo lunedì 25 marzo 2017 è Il giorno del 150° compleanno del grande Maestro Arturo Toscanini.
La Scala di Milano e il M° Riccardo Chailly rendono omaggio a questo anniversario riunendo Coro e Orchestra della Scala per un grande concerto alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
In programma alcune delle pagine più amate da Toscanini: la Settima di Beethoven, lo Stabat Mater e il Te Deum dai Quattro Pezzi Sacri di Verdi e, in conclusione, lInno delle nazioni, che Verdi scrisse con spirito patriottico e di fratellanza tra i popoli per l’Esposizione universale del 1862 (con estratti dell’Inno di Mameli, della Marseillaise e di God Save the King) e che Toscanini volle assumere come emblema del mondo libero durante la Seconda Guerra mondiale.
La voce solista sarà quella del bravissimo tenore Fabio Sartori.

Altro appuntamento importante qualche giorno prima: il 21 marzo, con l’inaugurazione al Museo Teatrale della Scala della mostra Arturo Toscanini. La vita e il mito di un maestro immortale, curata da Harvey Sachs e Franco Pulcini, e la presentazione del volume sulla mostra curato da Marco Capra.

Toscanini nel 1989 a soli trentuno anni diventa direttore del Teatro alla Scala di Milano. Dal 1908 al 1914 dirige il Metropolitan di New York, dal 1928 al 1936 è direttore della Philarmonica di New York.
Nel 1939 lascia l’Italia e l’Europa per gli Stati Uniti e, solo a guerra finita, torna dall’esilio. L’appuntamento attesissimo è a Milano, la sera dell’11 maggio 1946, per la riapertura della Scala ricostruita dopo i bombardamenti (quelli devastanti della notte del 15 e 16 agosto del ‘43).
La Città, profondamente ferita – un terzo degli edifici andò distrutto dai bombardamenti e dagli incendi, oltre il 65% di quelli sottoposti a tutela dalla Soprintendenza furono danneggiati nonostante le misure di salvaguardia, e i mille e mille dolori e lutti –, è in festa!
Il grande teatro ricostruito in meno di tre anni divenne il simbolo della rinascita civile e culturale del Paese. Ricordiamo, quindi, oggi il sindaco di Milano Antonio Greppi e le sue parole d’allora, “la Scala si ricostruisce com’era e dov’era”, l’assessore alla Cultura Achille Magni dai saldi ideali mazziniani, il commissario straordinario Antonio Ghiringhelli e l’ingegnere capo del Comune Luigi Lorenzo Sechi che guidava i lavori. Personaggi d’altri tempi? Ne siamo certi!
Nel 1949 il neo presidente della Repubblica Italiana Luigi Enaudi nomina Toscanini senatore a vita per i suoi altissimi meriti artistici e per la sua personale battaglia contro il nazifascismo. Ma Toscanini decise di rinunciare alla carica 24 ore dopo, inviando da New York al presidente Einaudi un telegramma di cui riportiamo alcuni stralci:

“…È un vecchio artista italiano, turbatissimo del suo inaspettato telegramma che si rivolge a Lei e la prega di comprendere come questa annunciata nomina sia in profondo contrasto con il suo sentire e come egli sia costretto con grande rammarico a rifiutare questo onore. Schivo da ogni accaparramento di onorificenze, […] desidererei finire la mia esistenza nella stessa semplicità in cui l`ho sempre percorsa. Grato e lieto della riconoscenza espressami a nome del mio Paese pronto servirlo ancora qualunque sia l’evenienza, la prego di non voler interpretare questo mio desiderio come atto scortese o superbo, ma bensì nello spirito di semplicità e modestia”.

Per l’anniversario del 150° compleanno del grande Maestro si progettano iniziative in tutta Italia e nel mondo. In attesa di questo giorno e dell’importante omaggio del M° Riccardo Chailly con il Coro e l’Orchestra del Teatro alla Scala e del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ripercorriamone la vita nel bellissimo documento di Rai Storia Il tempo e la storia, Arturo Toscanini” condotto in studio dall’ottimo Pierluigi Tiriticco, ospite lo storico Luigi Villari.

 Abbiamo titolato questa notizia “L’immensa luce di Toscanini” perché la luce non è solo quella che illumina le nostre opere d’arte o i monumenti, le nostre case o le città: c’è anche una luce che illumina le nostre azioni e quelle del grande Maestro – tra i sommi direttori d’orchestra di tutti i tempi, uomo del Risorgimento e dell’Unità dell’Italia, ebreo “onorario” con i suoi due concerti in Palestina, italiano e musicista fino in fondo – che hanno dato luce e speranza a milioni di uomini e donne, come la sera dell’11 maggio 1946 a Milano, con le note del coro …Va’, pensiero, sull’ali dorate / Oh mia patria…
Sono anniversari che contano! Che si riesca o no a partecipare al grande concerto in suo onore al Teatro alla Scala.

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