MILANO. SCALI, CHE FARE


Scali, che fare

Un importante dibattito nei prossimi giorni a Milano, voluto dall’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Milano, su una questione tra le maggiori – se non la maggiore – che la città, proiettata nel futuro e sempre più luogo di visioni e d’interesse internazionale, si trova ad affrontare. Tema molto dibattuto in questi mesi tra architetti, urbanisti, università, politica, amministrazione pubblica, associazioni e stakeholder. Parliamo del grande tema degli scali ferroviari milanesi, del loro recupero e riuso e dei progetti per il futuro della città. Qualcuno ha detto a questo proposito “Milano si sta mettendo in gioco, c’è il potenziale per la più grande discussione pubblica della città da decenni”. Che allora lo sia.

La questione del recupero degli scali ferroviari, ha scritto recentemente l’architetto Emilio Battisti su Arcipelago – settimanale milanese fondato e diretto da Luca Beltrami Gadola, la cui scrittura e “lettura” sui grandi temi della città e nel dibattito a favore di una politica e di un’amministrazione consapevole e alta della città si è mantenuta sempre attenta, educata e autorevole –, “potrà sembrare ai più un problema tecnico urbanistico da gestire soprattutto in ambito politico amministrativo promuovendo un processo di mediazione tra i portatori di interesse, rispetto ai quali l’interesse pubblico stia a fare sostanzialmente da sfondo… Tuttavia, sia per la sua oggettiva portata (1.000.000 mq), ma soprattutto per la particolare disposizione a corona e localizzazione centrale di almeno quattro dei sette scali (Farini, Lambrate, Romana e Genova) e su direttrici importanti degli altri tre, il tema del loro recupero si presenta come l’irripetibile occasione per ridefinire strutturalmente il rapporto tra la città consolidata interna alla cerchia ferroviaria, le periferie e il territorio a scala metropolitana e regionale”.

Questione dunque da seguire, fondamentale per Milano, e l’Ordine fa la sua parte partecipando e attivando il confronto e il dibattito.

 

L’appuntamento

Giovedì 23 marzo, dalle ore 21.15, presso la sede dell’Ordine Architetti di Milano, via Solferino 17. Titolo dell’incontro: “Scali, che fare. Progetti e procedure pubbliche, trasparenti e condivise per il futuro della città”.

Dopo i saluti della presidente dell’Ordine Valeria Bottelli e l’introduzione di Chiara Mazzoleni, docente IUAV, che parlerà di rigenerazione urbana e dell’insegnamento di Monaco e di Amburgo, si entrerà nel vivo del confronto con Viviana Beccalossi, assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo della Lombardia, Alessandro Sorte, assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Lombardia, Pierfrancesco Maran, assessore a Urbanistica, Verde e Agricoltura del Comune di Milano, Carlo De Vito, amministratore delegato FS Sistema Urbani, l’avvocato Carlo Cerami, l’architetto Emilio Battisti, Laura Montedoro, docente Politecnico di Milano, DASTU e il presidente di Assimpredil Marco Dettori.

Ricordiamo che l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Milano è stato istituito nel 1923 con lo scopo di regolare, a beneficio della cittadinanza, le professioni intellettuali di interesse pubblico e conta oggi oltre 12.500 iscritti.

Il portale dell’Ordine precisa che il numero di posti in aula è limitato. Pensiamo infatti anche noi che la partecipazione sarà numerosa.

www.ordinearchitetti.mi.it

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