DUOMO DI CARPI, RESTAURO E LUCE


Duomo di Carpi

Un evento importante e non solo simbolico, con la partecipazione del segretario di Stato Vaticano cardinale Pietro Parolin, la riapertura del Duomo di Carpi dopo gli interventi di restauro e di ripristino conseguenti ai danni causati dal terremoto del maggio 2012.
E con la ricostruzione e la riapertura della cattedrale di Santa Maria Assunta, nuove iniziative sono in corso tra CEI, sindaci e il ministero dei Beni culturali per la riapertura di altri luoghi di culto gravemente danneggiati dal sisma.
Il commissario straordinario Vasco Errani, in visita al Duomo nei giorni scorsi, ha dichiarato all’agenzia SIR: “Con il vescovo di Carpi, monsignor Francesco Cavina, abbiamo lavorato con grandissimo impegno. Il Duomo è un luogo simbolo per il suo valore religioso, artistico e culturale. Il fatto che s’inauguri questo intervento tanto significativo quanto complesso, in questo momento, mi riempie di gioia”. E riempie di altrettanta gioia tutti i cittadini e i fedeli di quest’antica diocesi amata da papa Gregorio VII e papa Urbano II.
Mons. Francesco Cavina ha detto: “Il lavoro di ricostruzione è stato enorme, è una gioia per noi poter nuovamente beneficiare di questo importante patrimonio storico e religioso non solo per la nostra collettività, ma anche per l’intero paese”.
La giornata di sabato 25 marzo ha preso avvio con la messa celebrata dal cardinale Parolin, presenti il sindaco di Carpi Alberto Bellelli, i cardinali Angelo Bagnasco – presidente della Cei –, Carlo Caffarra e Giuseppe Betori – rispettivamente arcivescovi di Genova, Bologna e Firenze –, i vescovi Matteo Maria Zuppi, Douglas Rigattieri, Massimo Camisasca, Elio Tinti, Staffieri e tantissimo pubblico felice.

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regia feriale
La cerimonia ha preso avvio con la sinfonia della Santa Messa dell’Incoronazione di Mozart (K317 – Kronungmesse) con l’Ensamble Symphony Orchestra diretta dal maestro Giacomo Loprieno con la Corale Guglielmi di Massa.
Nel cielo, in volo, i falchi della Compagnia dei Falconieri, per ricordare la storia della città e della leggenda di Re Astolfo e del suo falco; poi la sfilata di sbandieratori, musicisti e giocolieri e, verso sera, la proiezione di un video sulla facciata del duomo e i fuochi d’artificio.
E se all’esterno del Duomo, a illuminare la piazza, c’erano i fuochi d’artificio, all’interno della Cattedrale restaurata, a illuminarla, c’era una nuova luce, quella realizzata attraverso un intervento illuminotecnico che valorizza la visione delle opere, ne consente un’ottimale conservazione, favorendo una migliore esperienza liturgica. L’intervento di iGuzzini ha comportato l’installazione di circa 400 proiettori Front Light dotati di una staffa telescopica che consente di collegare i prodotti illuminotecnici ai cornicioni del Duomo, adattandosi alla differenti profondità. Posti sui cornicioni assicurano l’illuminazione diretta, e quelli collocati direttamente su un binario, in posizione più interna, contribuiscono a illuminare indirettamente l’ambiente e forniscono luce d’accento, valorizzando gli elementi pittorici grazie a coni di luce a fascio stretto.

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regia turistica
Un’attenta regia luminosa mette in risalto l’architettura della cattedrale e la bellezza del patrimonio artistico. Grazie all’impiego della tecnologia Led – quei Led che in una grossolana recente trasmissione televisiva hanno sollevato allarmi del tutto ingiustificati sul loro utilizzo nell’illuminazione pubblica delle nostre città – è stato possibile un elevato risparmio energetico e, soprattutto, una minore quantità di calore sugli affreschi, con conseguente conservazione. Attraverso un sistema di controllo remoto, è possibile regolare l’intensità luminosa degli apparecchi e automatizzare le configurazioni luminose in funzione dei momenti della liturgia e di altre cerimonie che nella basilica si svolgono.
Il presidente Adolfo Guzzini ha così commentato: “Siamo orgogliosi di aver contribuito alla rinascita di questo importante simbolo della città e di un’intera comunità, un patrimonio artistico da preservare, oltre che un punto di riferimento per i fedeli e la cittadinanza. Anche la nostra terra (le Marche, NdR), la nostra gente, è stata profondamente ferita dal terremoto, e ci auguriamo che questo festoso momento di rinascita contribuisca a non far dimenticare quei luoghi dove c’è ancora da fare tanto”.

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