EUROLUCE 2017 TOP FIVE


Yanzi, design di Neri & Hu per Artemide (photo © Andrea Calatroni)

Al giornalista non è permesso fare pubblicità di un qualsiasi prodotto, la deontologia lo impone, ma al cronista è richiesta una capacità critica e saper confrontare opere o idee diverse. Questa brevissima premessa è d’obbligo alle note che seguiranno su una personale Top Five Euroluce.

 

Flos

Il miglior stand e allestimento 2017, le cortine in cemento svelano prodotti nuovi e antichi che, come opere d’arte, danno emozione. Anastassiades o Nendo si confrontano con Gino Sarfatti, creando un dialogo unico nella storia dell’illuminazione. Avendo Flos un catalogo ricco di prodotti che fanno luce, quest’anno si è dedicata a oggetti che fanno poesia. Tutto è lecito, purché sia bello.

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Stand Flos, dettaglio

 

 

Fontana Arte

Si presenta con una nuova proprietà che l’ha riportata nell’alveo pontiano, materiali ricchi e rassicuranti, come vetro brunito e metallo. Continua la collaborazione con Claesson Koivisto Rune e nasce Optunia. Una nuova piccola icona? Le premesse ci sono tutte.

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Optunia, design di Claesson Koivisto Rune per FontanaArte (photo © Andrea Calatroni)

 

 

Oluce

Stupisce il coraggio dell’azione, affidare a due neolaureate, Francesca Borelli e Mariana Pellegrino Soto,  la creazione di nuovi prodotti. Operazione riuscita. Alba e Recuerdo: inaspettata la prima, rassicurante la seconda. La sfera di luce mantiene inalterato il suo fascino, comunque venga declinata.

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Alba – 383, design di Mariana Pellegrino Soto per Oluce

 

 

DavideGroppi, Luceplan, Kundalini e Artemide

Ex aequo. Note poetiche per tutti, chi trasparenti e chi naturalistiche, materiali caldi e rassicuranti da “fine crisi” per illuminare una casa cross-over in cui barocco e minimale convivono e dialogano. In breve la salita è finita o così sembra.

TETATET Flute, design di Davide Groppi (photo © Andrea Calatroni)

 

Inarchi

Piacevole scoperta ungherese, raffinata interpretazione del marmo abbinato a una luce calda e morbida, a contrasto. Forse ne sentiremo parlare.

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Light beam di Inarchi (photo © Andrea Calatroni)

 

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