CERCHIAMO NOTIZIE PER LA NOSTRA AMICA ANTY PANSERA


Angelo Lelii

 

Nei giorni scorsi su il Giorno è apparsa una notizia curiosa e interessante a firma di Pierluigi Masini, con l’appello di una cara amica e soprattutto raffinata storica e critica del Design. Parliamo di Anty Pansera, che attraverso il quotidiano milanese “cerca notizie di Angelo Lelii, scritto con due i, mi raccomando […] e sulla sua azienda Arredoluce, un vanto del design italiano […] chi sa qualcosa può contattarmi, firmato: Anty Pansera”.

Apprendiamo che Anty Pansera si sta occupando da mesi di Arredoluce. Sta scrivendo un libro, e il suo appello, in particolare ai monzesi, attraverso la cronaca del quotidiano milanese è rivolto a raccogliere testimonianze, documenti, ricordi di chi ha avuto a che fare con quest’azienda di illuminotecnica chiusa negli anni Ottanta, di cui molto del patrimonio aziendale di disegni, fotografie o corrispondenza è andato perduto o è da ri-trovare.

Anty Pansera non è nuova a questo tipo di ricerche. Infatti, è tra le maggiori storiche del Design a livello internazionale: ha pubblicato numerosi studi sul disegno industriale e le arti decorative/applicate; ha diretto la collana I designer italiani, edita da Laterza, insieme a Gillo Dorfles, pubblicando i volumi dedicati a Bruno Munari, Anna Castelli Ferrieri, Giuseppe Pagano; curato l’organizzazione di Archivi e Musei aziendali, tra i quali segnaliamo quelli di Italtel, Alessi e iGuzzini. Docente all’Accademia di Belle Arti di Brera, è stata presidente dell’ISIA di Faenza, membro prima del cda della Fondazione Museo del Design della Triennale, ed è oggi nel comitato scientifico dello stesso ente e del trustee della Design History Foundation. Fondatrice dell’Associazione D come Design, di cui è presidente, ha collaborato a LUCE con una fantastica corrispondenza dalla Mongolia.
Angelo Lelii

Ma chi è Angelo Lelii, chiediamo ad Anty avendo anche noi ricevuto una sua gentilissima telefonata (LUCE è stata fondata da AIDI nel 1962). Uomo di grandi intuizioni, sempre molto attento alle nuove tecnologie (Pansera ci spiega che è stato il primo in Italia a importare la lampada alogena e il led, nonché un particolare interruttore, direttamente da Cape Canaveral per la lampada di Nanda Vigo Golden gate). Un piccolo imprenditore di quelli che hanno contribuito a rilanciare il nostro paese e, nei decenni successivi, il brand Made in Italy. Si era circondato delle firme più prestigiose di quegli anni: da Gio Ponti a Vico Magistretti, da Achille e Pier Giacomo Castiglioni (che disegnano per lui il Tubino) a Ettore Sottsass jr e, appunto, Nanda Vigo, presentatagli da Livio Castiglioni, ricorso a lui per alcuni “progetti speciali”.

Ci spiega: “Arredoluce e il suo patron Angelo Lelii rappresentano un vanto per Monza […] le prime notizie dell’azienda sono del 1943. Era stata aperta in uno scantinato di via Casati, dove abitavano i Lelii; dal 1949 è documentata l’apertura di una fabbrica in via Confalonieri angolo via Lecco, mentre il negozio era in via Lecco 122 […] Tutto nasce con Angelo Paolo Lelii: nato nel 1915 ad Ancora, si trasferisce con la famiglia in Brianza; lavora per un periodo alla famosa Isotta Fraschini e sposa la monzese Bianca Bussetti. Hanno due figli, Massimo (scomparso nel 2012), e Luciano”.

Pansera da mesi scava tra l’Archivio di Gio Ponti, la Camera di Commercio di Monza, i ricordi di anziane maestranze e quelli molto vivi di Antonio Caprotti. Ricorda altri nomi, “Il capo officina Naborre Corno, per cominciare, poi la signora Albertina, mitica segretaria di Angelo Lelii, Mario Sanvito che era un agente di vendita e Bruno Gerosa, forse il primo operaio come Bruno Tonello, anche lui operaio della prima ora, addetto ai prototipi e ai montaggi. E, ancora, Armando Matarel, operaio che passerà poi a Luci”. Lelii e Arredoluce, prosegue Anty Pansera, rappresentavano un vanto per Monza: “Lelii era un gran personaggio, appassionatissimo dell’America che raggiungeva più volte l’anno e in cui viaggiava molto; dove distribuiva ma anche produceva […] regalando lampade prestigiose per la famiglia Kennedy, nel suo show room a troneggiare una gigantografia del presidente JFK”.

Se ci fosse tra i nostri lettori chi si ricorda di questo piccolo grande imprenditore e di Arredoluce può cominciare a scriverle a info@antypansera.it. Anty Pansera sarà lietissima di sentirvi. Come altrettanto noi di LUCE di aver allargato la platea di nostri lettori tra architetti, studiosi, designer, lighting designer, produttori, ricercatori, docenti e studenti altrettanto interessati a recuperare e valorizzare, con nuove fonti scritte o orali, la prestigiosa storia del design della luce italiana e dei suoi tanti protagonisti. Il made in Italy, infatti, è uno spaccato importante della storia del nostro paese, e averne cura significa avere cura di noi stessi e del nostro futuro. Grazie Anty!

 

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